Archeoplastica: le classi seconde e terze alla scoperta del futuro della plastica

Educazione ambientale, cittadinanza attiva e pensiero critico: gli studenti protagonisti di un’esperienza tra scienza e sostenibilità.

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PAOLA COGLIATI

Docente e funzione strumentale

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Nel mese di ottobre, le classi 2ª A e 2ª D e le classi  3ª A, 3ª E, 3ª F e 3ª G della scuola Farè hanno partecipato alla visita alla mostra Archeoplastica, ospitata presso Cascina dei Mulini Asciutti a Monza e promossa dal CREDA, prendendo parte anche alle attività didattiche proposte.

La mostra presenta 35 imballaggi rinvenuti sulle spiagge italiane, risalenti a diversi decenni fa. Attraverso fotografie, materiali d’epoca e schede descrittive, gli oggetti raccontano storie di consumo, abitudini e trasformazioni sociali, mostrando quanto a lungo i rifiuti in plastica possano permanere nell’ambiente. Pannelli e postazioni interattive approfondiscono inoltre il ciclo di vita della plastica, il percorso dei rifiuti dalle città al mare e il fenomeno delle microplastiche.

L’esperienza è proseguita con due differenti attività laboratoriali, pensate per coinvolgere gli studenti in modo attivo e stimolare la riflessione sulle sfide ambientali contemporanee. Le classi seconde hanno partecipato al laboratorio “Il futuro della plastica”, basato su un gioco di simulazione e di ruolo. Assumendo i panni di cittadini, imprese, ricercatori e amministratori pubblici, gli studenti si sono confrontati con interessi, esigenze e responsabilità differenti, sperimentando la complessità delle decisioni legate alla produzione, all’utilizzo e alla gestione della plastica. Un’occasione per comprendere come le scelte ambientali richiedano collaborazione, confronto e assunzione di responsabilità.

Le classi terze hanno invece preso parte al debate “La plastica è davvero il problema?”. Attraverso il confronto tra posizioni diverse, gli studenti hanno analizzato vantaggi e criticità di questo materiale, discutendo le responsabilità individuali e collettive nell’inquinamento e valutando possibili alternative. L’attività ha permesso di esercitare il pensiero critico, costruire argomentazioni fondate, ascoltare punti di vista differenti e sviluppare capacità di confronto e comunicazione.

La partecipazione ad Archeoplastica si inserisce nei percorsi di educazione civica e ambientale della scuola e rappresenta un’importante opportunità per collegare le conoscenze scientifiche alla vita quotidiana. Osservare, interrogarsi, discutere e mettersi nei panni degli altri ha consentito agli studenti di comprendere che la questione della plastica non riguarda soltanto un materiale, ma coinvolge modelli di produzione e consumo, comportamenti individuali, responsabilità collettive e scelte politiche.

Un’esperienza formativa che invita a guardare gli oggetti di ogni giorno con occhi nuovi e a riconoscere il valore delle proprie azioni nella tutela dell’ambiente, perché la sostenibilità si costruisce anche attraverso la consapevolezza, il dialogo e le scelte quotidiane di ciascuno di noi.

Prof.ssa Dana Foudah

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