L’Intelligenza Artificiale entra in classe: la mia esperienza Erasmus+ a Málaga

La mobilità docente Erasmus+ propone percorsi di approfondimento innovativi e coinvolgenti.

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PAOLA COGLIATI

Docente e funzione strumentale

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Si è conclusa da poco un’entusiasmante avventura formativa a Málaga, dove ho avuto l’opportunità di immergermi nel mondo dell’Intelligenza Artificiale applicata alla didattica. Non è stata solo una mobilità Erasmus+, ma un vero e proprio viaggio nell’innovazione, che ha permesso di coniugare teoria e pratica per riportare nella nostra scuola strumenti e metodologie pronti a trasformare l’insegnamento quotidiano.

Il cuore dell’esperienza è stato un laboratorio costantemente operativo. Partendo dalle basi della “comunicazione” con le macchine — il cosiddetto prompt engineering — ho lavorato con piattaforme come ChatGPT e Gemini per scoprire come trasformarle in validi assistenti per la progettazione di lezioni strutturate, capaci di adattarsi alle esigenze specifiche dei miei studenti.

Le sessioni laboratoriali hanno mostrato come rendere l’apprendimento più interattivo attraverso la gamification e la valutazione dinamica con strumenti come Plickers e Digitalize, capaci di trasformare semplici testi in attività coinvolgenti. Grande spazio è stato dato alla creatività multimediale: l’uso di Suno per l’audio, Fliki e Vidnoz per il video e la generazione di immagini hanno aperto scenari inediti per personalizzare i materiali didattici. Particolarmente efficace è stato l’uso di Notebook LM per supportare il CLIL e la gestione intelligente delle fonti, oltre all’automazione dei flussi di lavoro tramite App Script, mantenendo sempre centrale la riflessione sull’uso etico e responsabile di tali strumenti a scuola.

Questo percorso mi ha regalato una nuova consapevolezza metodologica: oggi mi sento più preparata a gestire questi strumenti non come semplici “scorciatoie”, ma come alleati per risparmiare tempo sulle attività ripetitive e investirlo nella qualità della relazione educativa. È stato affascinante osservare come l’AI possa supportare il lavoro creativo dei docenti e, allo stesso tempo, riflettere sui suoi limiti, imparando a navigare tra le diverse piattaforme con spirito critico.

Al di là della tecnologia, porto con me la ricchezza del confronto con colleghi provenienti da ogni angolo d’Europa: Spagna, Germania, Romania e Lituania. Condividere dubbi, idee e progetti comuni mi ha ricordato quanto sia fondamentale sentirsi parte di una comunità educante aperta e senza confini.

Torno tra i banchi con un bagaglio di competenze rinnovato e una forte motivazione: accompagnare i nostri studenti verso un futuro in cui l’Intelligenza Artificiale sia uno strumento di crescita consapevole, responsabile e, soprattutto, al servizio di un apprendimento sempre più inclusivo e stimolante.

Prof.ssa Elisa Fossati

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