Arianna, Camilla, Gabriele e Camilla C. ci hanno insegnato ad essere speciali: il murale della Faré sigilla il loro invito.

La rappresentazione artistica del ricordo è messaggio e monito a dare il meglio di sé, passo passo, oltre le difficoltà.

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PAOLA COGLIATI

Docente e funzione strumentale

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Immersi in un’atmosfera di profondo amore, emozione e condivisione, le autorità cittadine, la preside dell’istituto, i docenti, i genitori e gli amici, giovedì 4 giugno scorso, si sono riuniti ed hanno dato vita all’evento di consegna del murale alla memoria degli amati studenti, recentemente scomparsi. Nel nome di Arianna Carugati, Camilla Monguzzi, Gabriele Sala e Camilla Cesana, dentro il cuore di ognuno di noi per il loro esempio di vitalità, grandezza d’anima e desiderio di futuro costruttivo, è stata, infatti ufficialmente accolta l’installazione pittorica molto suggestiva e significativa in loro onore. Accompagnati dalle presentazioni affettuose e di encomio degli intervenuti, i genitori di Arianna, Camilla M. , Gabriele e Camilla C. hanno generosamente raccontato dei loro figli e del messaggio del murale, frutto di un pensiero educativo e di speranza, da lasciare a tutti coloro che verranno e conosceranno la storia “dei piccoli grandi eroi”, cui sono dedicate le immagini, ubicate sulla parete della palestra, attigua al cortile di entrata della scuola secondaria “Eugenia Faré”. 

“Don’t let your #skillissue, stop you”, diceva Gabriele, per evidenziare il concetto che i limiti e le debolezze non ci devono fermare e si possono superare verso traguardi sempre più alti. 

<<Ohana significa famiglia e famiglia vuol dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato>>, sottolineava, invece, Camilla, mentre Arianna amava gli animali, la musica ed era speciale per la tenerezza del cuore e la dedizione all’amicizia. 

Frasi e simboli dal grande valore progettuale e formativo, come la panchina viola di Camilla C., a precisare l’importanza del difendere i giovani dai pericoli dei disturbi del comportamento alimentare (DCA), ladri di gioia ed entusiasmo, veleno dell’esistenza. A lei il compito di richiamare l’attenzione costante su quest’emergenza, sempre più diffusa. 

Gli studenti delle classi 3°C (compagni di Gabriele) e 3°E, artefici materiali tutti del progetto, suggerito dalla mamma di Arianna, Cherubina, con la referenza della prof.ssa Laura Mariani, hanno così trasformato l’idea grafica iniziale delle compagne di Arianna, in una evocativa ambientazione di “sogno e speranza”, che il pittore Stefano Gentile ha ulteriormente migliorato e perfezionato, a vantaggio dell’opera, fruibile a tutti, giorno per giorno, oltre il tempo e le contingenze. 

I colori, il disegno, la semplicità stessa del contesto hanno permesso ai principii promossi  di cominciare a muoversi ancora più fortemente  tra le menti degli studenti della Faré, hanno cominciato ad insegnare, con dolce insistenza, che la Vita è unica, va valorizzata, idealizzata e difesa, perché ne vale la pena, è un dovere e, soprattutto, come diceva Gabriele, <<non è finita, finché non è finita>>. Il tutto accompagnato dalle note della “Variazione sul canone” di J. Pachelbel, magistralmente interpretate dagli stessi pittori, per l’occasione musicisti  della cerimonia. 

Prof.ssa Paola Cogliati

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